Dress code da milonga

Di tango e abbigliamento si parla su Bargain Girl.

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Il blog si trasferisce

Su bargaingirl.tumblr.com

Date un’occhiata e ditemi cosa ne pensate.

Non ci saranno cambiamenti radicali, a parte il fatto che sarà scritto sia in italiano che in inglese, e che verrà aggiornato con maggior frequenza. Presto avrà anche i form per i commenti.

E voi che ne dite? Mi trasferisco oppure no?

 

 

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Tango. Cioè tocco

A fine settembre, è accaduto un miracolo: sono riuscita a convincere il mio fidanzato a fare con me una lezione di prova di tango: sisperimenta, chissàsecipiace, tantoègratis.
Una scuola vicina a casa, un maestro inglese garbato e bravo ad insegnare e un’atmosfera rilassata e amichevole lo hanno subito convinto, oltre ogni mia aspettativa.

 

Per il mio venticinquesimo compleanno, mi ha fatto il regalo più bello che potessi immaginare: un corso di tango per noi due, della durata di tre mesi.
Un regalo da condividere.
E ora entrambi non facciamo che sognare che arrivi il venerdì sera: non solo perché si finisce di lavorare, ma perché si va incontro al finesettimana in un modo deliziosamente intimo.

 

Due sono i motivi per i quali amo il tango:
1. E’ passionale.
2. E’ elegantissimo, e conferisce un portamento fiero, sensuale, femminile.
Senza contare che prevede un dress code di gran classe: abiti al ginocchio preferibilmente rossi o neri con gonna danzante e scarpe col tacco alto e il cinturino alla caviglia.
La rosa rossa fra i denti è facoltativa.

 

Quello che manca all’appello è un paio di scarpe adatte: di pelle morbida o tessuto con suola flessibile, non in cuoio.
Avete qualche dritta su dove trovarle ad un prezzo “bargain”?

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Riservato alle “maleducate”

Da stasera 4 ottobre alle 23:10, ogni martedì fino alla fine di novembre, sarò tra i protagonisti della Mala Educaxxxion, un nuovo talk show dove si parla di sesso. In onda su La7d.

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Star Academy, show già visto (nel 2002)

Vi dice niente Operazione Trionfo? E’ un format spagnolo di grande successo che fu acquistato da Endemol e trasmesso in Italia nel 2002: nove anni fa, andava in onda su Italia1 ed era condotto da Miguel Bosé.

Il 29 settembre 2011 è tornato nei palinsesti Rai(Due), con un nuovo nome e un nuovo conduttore: Francesco Facchinetti. Occupa la prima serata che fu di Michele Santoro e di AnnoZero e sopperisce alla mancanza di X-Factor, che ha fatto i bagagli e si è trasferito su Sky Uno.

 

Sedici i concorrenti, tutti under 30: dalla quattordicenne Federica Mussinelli, la cui giovanissima età ha suscitato molte critiche, alla ventottenne Julia Lenti. Variegata la giuria: una showgirl tuttofare (Lorella Cuccarini), un istrionico conduttore radiotelevisivo (Nicola Savino), una leggenda della musica italiana d’antan (la settantasettenne Ornella Vanoni) e il più “giovane” di tutti (il musicista Roy Paci). Quattro tutor per seguire i ragazzi, tutti vecchie glorie della musica anni Ottanta (Mietta e Ron) e Novanta (Syria e Gianluca Grignani).

 

Il tutto è stato descritto in maniera esauriente dal critico del Corriere della Sera Aldo Grasso: un “Sanremo anni Ottanta”. Non sembra esserci nulla di nuovo, sotto il sole. Bravi Cuccarini e Savino, ma si sente (e tanto) la mancanza di un Morgan, non giovane (prossimo ai 40) ma indispensabile.

I concorrenti, complice forse l’emozione, non sembrano abbastanza talentuosi per partecipare ad un “talent” show.
Francesco Facchinetti, seppure raggiante per la recente paternità (ha avuto un figlio dalla compagna Alessia Marcuzzi), sempre brioso ma non coinvolge. E, in prima serata, farebbe meglio ad evitare le sneakers con il completo da sera.

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Ottobre 2011: Marilyn Monroe

Ispirazione: la copertina di Vogue America ottobre 2011.

 

Michelle Williams as Marilyn

La (finta) bionda più famosa di sempre.

Il Corpo, la Faccia, il Neo. La più bella bambina che si sia mai vista. “Tutta bionda”, ma rossa naturale.

 

Il 4 novembre 2011 My week with Marilyn, con Michelle Williams nel ruolo di Marilyn, sarà nei cinema statunitensi.

 

Nell’attesa esploreremo e scopriremo il mondo passato (e presente) di Marilyn.

 

Chi era? Di certo, una donna che aveva bisogno di essere amata. Come tutte le donne. Bella, sensuale e radiosa ma, prima di ogni altra cosa, donna. Umana, imperfetta, innocente.

 

Da oggi per tutto il mese di ottobre su Fashion+Suggestion.

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Blog nuovo

Vita nuova? Sperém.

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Un flusso di coscienza modaiola per immagini: Fashion+Suggestion

A volte, le parole non bastano. E subentrano le immagini: ad incuriosirci, istruirci, coinvolgerci, appassionarci. Talvolta disgustarci.

Per questo, ho creato un altro blog, nel quale raccontare per immagini il tema del mese: fino alla fine di settembre, si "parla" di body modification. Nel senso più ampio del termine.

 

Come si può modificare il proprio corpo? A quale scopo?

Quello della manipolazione del corpo è un tema enorme, che coinvolge antropologia, moda, cultura, religione e spiritualità.

Una manipolazione può essere un corsetto che stringe la vita o un reggiseno che fa il seno a punta, alla stregua di un orecchino al naso o di un tatuaggio sul viso: ciascuno ha la sua.

 

Volete saperne di più? Venite a trovarmi su Fashion+Suggestion.

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Quarantacinque centimetri: Mr Pearl.

Quarantacinque centimetri di vita si fatica ad immaginarli su una donna, figuriamoci su un uomo: ma su un dandy moderno come Mr Pearl tutto è ammesso, persino i corsetti.

 

 

 Mr Pearl (vero nome: Mark Pullin) è, con tutta probabilità, il più celebre designer di corsetti al mondo: confeziona i costumi di scena delle dive di burlesque (Dita Von Teese) e delle popstar internazionali (Kylie Minogue, Beyoncé). Crea il bustino che Victoria Adams indossa sotto un abito da sposa Vera Wang quando diventa la signora Beckham (1999).

 

 

Sudafricano di nascita, è arrivato a Londra nel ’94, aprendo il primo negozio.

La leggenda narra che camminasse per le strade di Londra indossando un corsetto medico di pelle: incontrò il cantante Pete Burn, che gli chiese se ne poteva fare uno simile.

 

Dal 2002, Mark si è trasferito definitivamente a Parigi.

Crea solo su commissione ed è refrattario alle nuove tecnologie: accetta solo ordini scritti a mano e trasmessi via fax.

 

Non ama definirsi un corsetier (“Non ho quella conoscenza specialistica. Ce ne sono solo cinque in tutto il mondo oggi, che possiedono quell’arte. Spero che un giorno sarò fra quelli… Nel frattempo, mi specializzo in capi con lacci e stecche”).

Comunque, è bravo abbastanza da collaborare con i grandi stilisti: Jean Paul Gaultier, Thierry Mugler, John Galliano, Christian Lacroix, Alexander McQueen, Vivienne Westwood, Antonio Berardi, Chloé.

 

 

 

Per Gaultier, ha creato il celebre abito lungo rosa haute couture della collezione primavera-estate 2001 indossato in passerella da Sophie Dahl e la guepiere della stagione autunno-inverno 2010 indossata da Dita Von Teese.

 

 

 

Con Mugler collabora dai primi anni Novanta: ha realizzato i corsetti della collezione Les Insectes primavera-estate 1997, e il celebre Bike Corset di metallo della collezione estiva del ’93, indossato anche da Beyoncé per promuovere l’album I’m… Sasha Fierce (2008).

 

 

 

 

 

Ha iniziato a creare corsetti a 30 anni, ispirato da una fotografia di Fakir Musafar. Musafar è il fondatore del movimento primitivo moderno, i cui seguaci praticano le forme di body modification* proprie delle popolazioni tribali: i Primitivi moderni usano piercing, tatuaggi e manipolazioni corporali per mettersi in contatto con la propria identità e spiritualità.

 

Fakir (nomen omen) dormiva su un letto di chiodi. E a 19 anni, grazie al corsetto, aveva raggiunto 48 centimetri di punto vita (come testimonia The Perfect Gentleman, autoritratto del ’59).

 

 

Le prime fonti d’ispirazione sono state la bisnonna e la nonna.

“Quando ero un ragazzino, aiutavo spesso mia nonna ad allacciarsi il corsetto. Lei lo indossava tutti i giorni. Era di linea lunga, confezionato in una stoffa di un delizioso color pesca. Richiedeva molto tempo, ogni mattina, indossarlo”.

A soli tre anni, ha iniziato a fantasticare sui corsetti (“avrei una vita più stretta di questa se li avessi indossati fin da piccolo”).

 

 

Per lui, indossare un corsetto è come essere avvolti in un “abbraccio permanente”.

Per ottenere buoni risultati nella riduzione del punto vita, ci vuole disciplina, anche nell’alimentazione: Mark sta alla larga da cibo spazzatura, fagioli e birra.

Praticando il waist training, si sente più vicino ai clienti: “Non sono sadico. Indossare io stesso il corsetto crea un legame di empatia con il mio cliente. E fare un corsetto diventa un’esperienza condivisa anziché essere l’imposizione di uno stilista troppo esigente”.

La perfetta indossatrice di corsetti? Dita Von Teese, la sua cliente più celebre. Che, dal canto suo, lo ritiene “l’uomo più elegante che abbia mai visto”.

 

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Settembre 2011: Body modification

 

Ispirazione: la copertina di Vogue Italia settembre 2011.

 

Come modificare il proprio corpo e vivere felici.

Su questo blog, durante tutto il mese vi racconterò le storie di chi, manipolando la propria fisicità, aspira a qualcosa. L’ideale estetico o modaiolo è solo la superficie, e spesso nasconde molto altro.

 

Siamo partiti con due brevi trafiletti dedicati ad Ethel Granger e Kathie Jung, due donne che, grazie al corsetto, hanno conquistato il primato di vite più sottili (33 e 38 cm).

La prossima settimana vi racconterò le storie di due uomini eccezionali, Mark Pullin e Roland Loomis: il primo collabora con la moda haute-couture, il secondo con la moda non ha nulla a che fare. Ma li accomunano l’uso del corsetto e una disciplina invidiabile.

 

 

Seguiranno altre storie di cui, per il momento, non vi anticipo nulla: spero che vi piaceranno. Buon finesettimana a tutti. :)

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